Come sensori e intelligenza artificiale aiutano a valutare la freschezza
Un alimento può apparire normale anche quando i processi di degradazione sono già iniziati. Al contrario, prodotti ancora commestibili vengono talvolta scartati per prudenza. Per ridurre questa incertezza servono strumenti rapidi e ripetibili, capaci di affiancare l’esperienza degli operatori con dati misurabili.
Il naso elettronico riconosce le sostanze volatili emesse dagli alimenti e le trasforma in informazioni digitali. Abbinato all’intelligenza artificiale, può supportare controlli più tempestivi e una gestione più precisa dei prodotti, contribuendo a ridurre gli sprechi.
Come funziona
Un naso elettronico, o e-nose, combina sensori chimici e software. I sensori reagiscono alle molecole presenti nell’aria attorno al campione: l’insieme dei segnali forma un’impronta olfattiva digitale, che può essere correlata alla qualità e allo stato di conservazione.
MasterSense, sviluppato da Senior, utilizza quattro sensori MOS, cioè a semiconduttore di ossido metallico, per rilevare famiglie di composti volatili rilasciati da carne e pesce. La combinazione delle risposte consente di classificare il campione come intatto, accettabile o degradato.
Dai segnali a un risultato comprensibile
L’hardware raccoglie i segnali, mentre gli algoritmi ne interpretano le combinazioni. Durante lo sviluppo, il sistema viene addestrato su campioni di cui è noto lo stato di freschezza. Quando analizza un nuovo alimento, confronta il suo profilo con quelli appresi e restituisce un risultato utile all’operatore per decidere se approfondire il controllo o adottare misure correttive.
Rispetto alla sola valutazione sensoriale umana, influenzata da esperienza, sensibilità e affaticamento, uno strumento può applicare criteri ripetibili, registrare i risultati e confrontarli nel tempo. Il suo ruolo è quello di supporto allo screening: non sostituisce automaticamente le analisi di laboratorio o le procedure previste dalla normativa.
Un aiuto lungo la filiera
Le applicazioni potenziali riguardano lavorazione, logistica, vendita e ristorazione collettiva. Il naso elettronico può affiancare i controlli sulle materie prime, segnalare anomalie di conservazione e aiutare a gestire le scorte. Misurazioni più frequenti permettono di individuare prima un problema e raccogliere informazioni utili a migliorare trasporto e stoccaggio.
Ridurre lo spreco non significa prolungare indiscriminatamente la vita dei prodotti. Significa prendere decisioni più informate: riconoscere quelli che richiedono attenzione, dare priorità alle scorte più vicine al limite e ridurre gli scarti preventivi, mantenendo la sicurezza come riferimento.
Dalla freschezza alla tracciabilità
Collegare le misure a piattaforme cloud, applicazioni mobili e gestionali consente di costruire serie storiche, condividere i dati con le persone autorizzate e generare allarmi. Questa visione è alla base di Shelfmate, progetto di ricerca e sviluppo guidato da Senior che integra naso elettronico, intelligenza artificiale e blockchain per monitorare qualità e freschezza lungo la supply chain.
Le condizioni per risultati affidabili
L’efficacia dipende da campioni rappresentativi, procedure di misura coerenti, calibrazione e manutenzione. Occorre inoltre validare continuamente i modelli rispetto a metodi di riferimento. Il dispositivo deve quindi inserirsi in un sistema di qualità con protocolli chiari e personale preparato.
Con MasterSense e i progetti dedicati alla tracciabilità, Senior lavora per trasformare un odore difficile da descrivere in un’informazione confrontabile. Il valore concreto è aiutare le aziende a controllare meglio i prodotti e a ridurre gli sprechi attraverso decisioni sostenute dai dati.

